Articolo di Franceschini Matteo – Classe 2D

Nella splendida città di Venezia si nascondono molte curiosità.

Una di queste è situata nel cortile della Chiesa di San Giacometto. Questa chiesa si trova vicino a uno dei ponti più famosi di Venezia.

Sai dire quale? (piccolo indizio: non è il ponte dell’Accademia e neanche il recentissimo Calatrava).

Allora, indovinato? E’ il ponte di Rialto.

Bisogna recarsi in campo San Giacomo di Rialto, nel pieno del mercato di Rialto, che si raggiunge dal ponte di Rialto, percorrendo un breve tratto della ruga dei Oresi.

Ai piedi del ponte si trova infatti questa chiesetta, uno splendido esempio di architettura veneta. Vicino ad una delle colonne del Sotoportego della Sicurtà, c’è una scaletta in pietra sorretta da una figura marmorea, il cosiddetto “Gobbo di Rialto”.

Si tratta di una composizione plastica costituita da un tronco di colonna e fiancheggiata da una scaletta in pietra d’Istria, sotto la quale si trova una figura maschile ricurva per il peso che la sovrasta. Il gobbo in realtà è semplicemente una figura curva e tesa nello sforzo di sostenere la scala. Il tronco di colonna è della stessa qualità di granito rosso della Pietra del bando di piazza San Marco, pare entrambi provenienti da Acri, come bottino di guerra dopo la vittoria sui Genovesi.

Il monumento, oggi circondato da una balaustra in ferro, racchiude una scritta sulla parte frontale che ricorda il restauro avvenuto nel 1836: 

LAPIS LEGIBUS REIP.

EDICENDIS

AERE CIVICO RESTITUTUS

Sulla colonna a fianco del “gobbo” icomandador bandiva le leggi e dava altri annunci riguardanti le partenze delle Galee per il Medio Oriente, leggeva i bandi, i proclami, le sentenze della Serenissima, le condanne e le ordinanze della Repubblica. Essendo situato in un posto strategico, il mercato, nel centro economico della Repubblica, dove venivano scambiate le merci più pregiate, dove esisteva il Banco Giro, una vera e propria banca in cui si scambiavano dei veri e propri assegni, scambiabili a destinazione, anche i bandi “gridati” dall’alto di questa speciale Piera del Bando, avevano più valore che altrove.

L’importanza di questo luogo è narrata anche in molte cronache del passato, ricordando che coloro che venivano condannati alla pena della fustigazione cominciavano il loro castigo nella Piazzetta di San Marco, tra le colonne che reggono Marco e Todaro, attraversavano tutte le Mercerie e il ponte di Rialto, frustati e pestati da tutti coloro che si accalcavano nelle strade, finché non arrivavano nel campo di San Giacomo di Rialto e davanti al Gobbo, dove finiva il supplizio. Solitamente, arrivati qui, i condannati baciavano la statua, felici di non dover più subire il supplizio. Questi episodi avvenivano così di frequente che, per evitare che il Gobbo diventasse una reliquia o un simbolo di liberazione, nel marzo 1545 il Senato fece porre, in una vicina colonna, due pietre, una con una croce e l’altra con l’effige di San Marco, che dovevano servire per il “bacio della liberazione”.

Se si visita Venezia non si può non andare a vedere questa statua, perché è uno degli esempi più belli e curiosi di una Venezia da scoprire.

Oggi sulla colonna non si leggono più i bandi, al massimo si possono trovare appoggiati i bicchieri lasciati da qualche ragazzo dopo lo spritz serale nei molti locali della zona, ma il fascino del passato resta sempre vivo.

(Disegno di Matteo Franceschini 2 D)Gobbo di Rialto Matteo

mappa-gobbo definitivo matto

http://venicewiki.org/wiki/Gobbo_di_Rialto

http://laltravenezia.blogspot.it/2011/05/il-gobbo-di-rialto.html

 

Annunci