Pegaso scanner

 

Naturalmente non sto parlando di un vero Pegaso e due grifoni, ma di una bellissima e particolareggiata decorazione del palazzo Morosini, che si trova tra Campo Stefano, dove è l’ingresso principale, e il Rio del Santissimo. Anche se c’è un ponte per attraversare il piccolo canale, si deve avere una barca o arricchire il gondoliere per riuscire ad ammirare queste sculture. Vi assicuro che vedrete che non sono soldi buttati!

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Il Pegaso

Secondo la mitologia greca il Pegaso (che dal greco significa appunto cavallo alato) nacque dal sangue versato dalla testa di Medusa quando Perseo la decapitò. Fece sgorgare la sorgente Ippocrene colpendo una roccia con uno zoccolo e divenne il simbolo dell’ispirazione poetica, in relazione con l’immortalità della poesia. Zeus lo rese immortale trasformandolo nella costellazione che porta il suo nome, nell’emisfero boreale. Il cavallo alato è anche simbolo della tradizione primordiale: le redini sarebbero d’oro in riferimento all’oro ottenuto con la pietra filosofale, obbiettivo finale della grande opera alchemica.
La posizione di questa scultura a Palazzo Morosini non è casuale: simboleggia la saggezza divina, la capacità di Pegaso di far sgorgare, con un colpo di zoccolo, fonti miracolose, capaci di rendere immortale l’essere umano.

I ”do grifoni”

grifone

Il grifone è metà aquila e metà leone, infatti rappresenta il potere terrestre del leone e quello celeste dell’aquila. Fa il nido d’oro vicino ai tesori e quindi fa le uova d’oro.
La saggezza del cavallo alato, sul retro di Palazzo Morosini, viene rafforzata dai due grifoni scolpiti ai lati.
Nelle leggende medievali un grifone e una giumenta generano l’ippogrifo. Dato che è un incrocio impossibile, l’ippogrifo simboleggia l’amore impossibile di un cavaliere verso una dama irraggiungibile e le capacità magiche degli alchimisti di trasformare il piombo in oro.Grifone scanner
Simboleggiano quindi la fase alchemica della sublimazione.
La storia si questi due grifoni è la seguente: si credeva fosse un uccello simbolo di Zeus, e nel medioevo veniva usata come decorazione la sua figura. Inoltre divenne il simbolo del segno zodiacale della bilancia.
In quest’opera, invece, fa riferimento al sale e al mercurio, non tanto agli elementi di solito noti in quanto tali, ma alla loro essenza sottile.
Quindi per gli amanti di misteri e di magie, alla ricerca della “pietra filosofale’’ ecco un angolo nascosto di Venezia da visitare.
 Kledy Coppi classe 2 D

 

palazzo morosini venezia cledy

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