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Venezia è una città con molti segreti e tantissime curiosità interessanti. Tra queste curiosità possiamo trovare anche i barbacani. Queste apparentemente semplici strutture sono in realtà molto importanti per Venezia.
Il barbacan è un elemento architettonico diffusissimo in città, dove l’utilizzo razionale del poco spazio a disposizione per edificare doveva tener conto anche delle necessità legate alla viabilità.
I barbacani a Venezia erano travature in legno che avevano la funzione di far guadagnare spazio agli edifici senza invadere le strette calli, sorreggendo l’ampliamento dello spazio abitativo al primo piano.
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PER LA IVRISDICION DE BARBACANI
Il barbacane di paragone di cui vogliamo parlare non è in legno, ma in bianca pietra d’Istria, ed è posto a mezz’ aria sopra la calle, attaccato alla parete adiacente ad essa. Viene definito barbacan de paragon, perché serviva da modello alla realizzazione dei rinforzi in legno per i muri aggettanti. E’ in poche parole il barbacane di riferimento che determina la lunghezza da non superare. A scanso di equivoci, la scritta che vi è incisa è chiara :”per la iurisdicion de barbacani
I funzionari della Repubblica di Venezia pensarono di fissare in modo visibile il limite che era stato stabilito con i costruttori per essere certi di evitare abusi.
Per osservare da vicino questa curiosità bisogna percorrere la Riva del Vin, nei pressi di Rialto, fino ad imboccare la Calle de la Madona, ed infine godere della vista di questa semplice, ma importante struttura. Come tante altre calli, anche questa offre alla vista due corpi di fabbrica allungati e paralleli, con piano terra destinato alle botteghe (pilastri di pietra e architravi di legno a vista), poi i barbacani posti a sostegno del muro superiore, permettendo così un’espansione in fuori delle unità abitative soprastanti, senza che però venga sacrificata la larghezza della calle.
Molmenti in La Storia di Venezia nella vita privata, scrive:Per guadagnar spazio e allargare i piani superiori, le mura spesso si protendevano sopra le vie e sopra i rivi, sostenute da beccatelli, modiglioni o mensoloni di legno, onde la luce e l’aria penetravano a stento in certe calli, quasi del tutto coperte da sporgenze, come si può vedere nella calle del Paradiso a San Lio.” Nella nota a piè di pagina: “Le sporgenze non dovevano oltrepassare una certa misura. Nel 1224 (27 settembre) Matteo Barbani di San Polo, per aver gità motigloni III per far altana supra rivo, è denunziato come trasgressore. (Liber Plegiorum).
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EL DISTANSIADOR

Per vedere altri esempi ben conservati di barbacani in città si può andare anche in Calle del Paradiso, vicino a Campo Santa Maria Formosa, o portarsi in Campo Rialto novo quindi percorrere la corta Calle dei Preti e sbucare in Calle Toscana. Qui si deve guardare bene in alto per vedere non un semplice barbacane, ma el distansiador, un distanziatore che attraversa la calle.
Molto probabilmente la ragguardevole altezza alla quale è stato posto el distansiador fu dettata dal fatto di controllare che nella realizzazione degli edifici si rispettasse una distanza stabilita per evitare che la già stretta Calle Toscana si riducesse ancora più in larghezza, cosa non inusuale nell’area di Rialto, densamente popolata sin dal periodo gotico.
PER LA IVRIDITION DE LA CALE DE GRADENIGHI BARBACANI
Per evitare equivoci infatti, sia da un verso che dall’altro, sul monolite di pietra d’Istria è incisa una scritta, separata dallo stemma di Ca’ Gradenigo.
Alessandro Dei Rossi classe 2 D
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 http://www.veneziamuseo.it/

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