Basilica 2

Dove Federico Barbarossa si inchinò davanti a Papa Alessandro III

Se visitate Venezia sicuramente non potete perdervi una passeggiata per Piazza San Marco, conosciuta in tutto il mondo per i suoi magnifici edifici, ma soprattutto per la Basilica di San Marco. E’ uno degli edifici più apprezzati per i suoi splendidi mosaici, ma qui andremo a scoprire un piccolo particolare, legato però ad un fatto molto importante per la pace tra Imperatore e Papa alla fine del 1100.
Appena varcata la soglia del portone centrale, si trova una piccola losanga bianca inserita in un grande marmo rosso; questo è il punto in cui la leggenda vuole che Federico Barbarossa si sia inginocchiato davanti al Papa il 24 luglio del 1177. Si narra che il Papa gli pose un piede sul collo e che il Barbarossa abbia detto che “non d’innanzi al Papa Alessandro s’inginocchiava, ma al successore di Pietro” e il Papa rispose: “Io sono Pietro”.

Losanga  barbarossa rit

Come mai l’Imperatore Barbarossa accettò di umiliarsi e di piegarsi davanti al Papa, lui che aveva desiderato conquistare un Impero vasto come quello dell’antica Roma?
Dobbiamo ricordare che poco dopo l’elezione di Alessandro III nel 1159, Barbarossa aveva fatto nominare un antipapa e successivamente altri due. I grandi stati cattolici, fra cui Francia, Inghilterra e Regni Iberici, appoggiarono però Alessandro III, temendo le mire espansionistiche di Barbarossa. Si racconta che nel 1177 Alessandro III, fuggito dalle persecuzioni di Federico Barbarossa, arrivò a Venezia in incognito. Durante la notte il papa si stese a dormire sotto il Sottoportego de la Madonna. Il mattino successivo andò al Monastero di Santa Maria della Carità ( oggi Gallerie dell’Accademia), e sempre in incognito si fece assumere come tuttofare in cucina. Dopo qualche tempo fu riconosciuto ed accompagnato a Palazzo Ducale, dove il Doge Sebastiano Ziani lo accolse con tutti gli onori. Il Doge cercò di mediare con il Barbarossa, ma egli non volle giungere ad un accordo e, dopo aver armato una flotta, attaccò i Veneziani che si difesero con trenta galere e vinsero davanti alle acque dell’Istria.
In ricordo dell’umiliazione di Federico Barbarossa, che accettava di riconoscere Papa Alessandro III come Pontefice unico della cristianità e del ruolo importante di mediazione portato avanti dal Doge di Venezia, si segnò il punto in cui l’Imperatore si inginocchiò sulla pavimentazione della Basilica.
Sempre legati a questa leggenda potete visitare altri luoghi di Venezia.
Si racconta che il Papa, dopo la vittoria, a perpetuo ricordo del rifugio trovato nel Sottoportego de la Madonna, abbia concesso l’indulgenza plenaria a chi avesse recitato un Pater e un Ave Maria davanti all’altare della Madonna che si trova lì vicino.
La vicina Calle del Perdon porta scolpite ai due ingessi due croci in pietra d’Istria che sembra siano d’origine templare. La leggenda vuole che il Papa volle ringraziare il Doge Sebastiano Ziani per l’intercessione con Federico Barbarossa, donandogli un anello e concedendo alla città di “sposarsi con il mare” (simbolicamente si annunciava il dominio di Venezia sui mari). La cerimonia avveniva durante la festa della Sensa, nel giorno dell’Ascensione.
Questa tradizione è arrivata fino ai giorni nostri ed attira in città molti turisti e visitatori.
Se siete liberi domenica 8 maggio 2016 non perdetevi lo “Sposalizio del mare”.
Antonino Ruggeri e Federico Gerotto classe 2 D

 

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