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Siamo ai piedi del Ponte di Rialto dalla parte di S.Bartolomio, un luogo frequentatissimo ogni giorno, ma probabilmente non l’avrete mai notata. Cosa? Una testa d’oro. La scultura bronzea è sospesa nel vuoto e nell’allegra confusione dei banchi degli ambulanti e delle vetrine dei grandi marchi non si nota facilmente. Se però sollevate lo sguardo noterete ciò che rimane dell’insegna dell’antica Spezieria “Alla Testa d’oro”, una delle più note fra le tante di Venezia.
Non si sa con esattezza a chi si ispirò l’autore per la realizzazione della testa d’uomo cinta d’alloro, con un profilo deciso, forse si dice a Virgilio Zorzi, uno degli antichi proprietari. Sul muro dietro la testa si può intravedere il frammento di una scritta che si riferisce alla THERIACA D’ANDRAMACO, una sorta di rimedio universale ritenuto in grado di curare tutti i mali, specialità della spezieria fin dal 1603.
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Venezia era famosa per i suoi spezieri e le sue Spezierie, in quanto avendo quasi il monopolio degli scambi con l’Oriente poteva rifornirsi facilmente e con costi ridotti di ogni spezia. Arrivò ad un certo punto ad avere più di novanta farmacie, gli Speziali facevano parte di una nobile arte al punto che potevano sposarsi anche con donne patrizie. Nel tempo ci fu un tale proliferare di Spezierie che nel 1616 si limitò per legge. Una farmacia doveva trovarsi a non meno di 100 passi veneti (circa 35 metri) da un’altra.
La Spezieria “Alla Testa d’oro era una delle più famose , infatti si diceva che qui si faceva la migliore THERIACA della città e per questo motivo la farmacia poteva fabbricare la cura tre volte all’anno.
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Ma cos’era la theriaca?
Era uno dei più famosi e richiesti preparati medicinali della Serenissima. Si riteneva che il medicamento fosse miracoloso, si diceva guarisse dalla peste, dalle punture di scorpione, dalla tubercolosi e ogni altro male. La ricetta era segreta e veniva preparata con erbe, preparati galenici e veleno di vipera dei colli Berici, che non aveva ancora sviluppato le uova. Le spezie che venivano usate erano pepe lungo, valeriana, oppio, cinnamomo, zafferano, mirra, balsamo orientale e malvasia, alcuni aggiungevano anche polvere di mummia.
Fu preparata dagli speziali veneziani in base ad una ricetta che si rifaceva a preparazioni dei greci e degli arabi, e veniva chiamata Theriaca Andromachi, dal greco Andromaco. (Ecco il perché della scritta sul muro dietro la testa a Rialto).
I garzoni pestavano i vari ingredienti in un calderone posto all’esterno della spezieria, la preparazione veniva fatta pubblicamente, alla presenza dei “Ministri di Giustizia e dei Signori Dottori del Collegio dei Periti dell’arte dello Spezier e dei molto nobili apparati”.
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La Spezieria “Alla Testa d’oro”, proprio per la qualità della sua theriaca, poteva produrla tre volte l’anno, mentre le altre farmacie veneziane solo una.
Alla caduta della Repubblica, nel 1797, questa farmacia fu l’unica a continuare a produrre la DROGA DIVINA fino al secolo scorso, anche se semplificarono la formula. Negli anni ’40 furono introdotte delle norme sul controllo degli stupefacenti e si escluse l’oppio, presente nella ricetta della cura.
Avete capito quanti segreti si nascondono tra le calli di Venezia? Quando vi troverete quindi a percorrere la Salizada Pio X verso il Campo di San Bartolomio, non fatevi distrarre solo dalle vetrine dei negozi o dai colori delle bancarelle, ma alzate la testa…!
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Gianmaria Benin classe 2 D
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Gianmaria teriaca
(Disegno di Gianmaria Benin 2 D)

Cartina San Bartolomeo Gianmaria

http://www.venicepedia.it/index.php/cultura/leggende-e-misteri/item/433-la-testa-d-oro-a-rialto

http://venezia.myblog.it/2013/07/05/la-piu-antica-spezierai-veneziana-famosa-per-la-sua-theriaca/

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