Ricerca di Marco Bassich 2E

Il Palazzo Ducale, anticamente anche Palazzo Dogale in quanto sede del doge e delle magistrature della Serenissima Repubblica, uno dei simboli della città di Venezia è un capolavoro del gotico veneziano. Sorge nell’area di piazza San Marco, a fianco della Basilica, un tempo cappella dei dogi.

Lo stile del Palazzo Ducale, che trae spunto dall’architettura bizantina e da quella orientale, luoghi con i quali Venezia intratteneva intensi rapporti commerciali, trova la sua bellezza in un paradosso estetico e fisico: la pesante mole del corpo principale è sorretta da esili colonnati intarsiati.

Il Palazzo sembrava quindi poggiare sull’acqua, dalla quale un tempo era circondato e sulla quale anche si rifletteva.

Sulle colonne del porticato terreno significativi sono i capitelli scolpiti che arricchiscono le facciate medievali del palazzo. Attraverso le decorazioni dei capitelli si svolge un articolato “discorso” allegorico, religioso, morale, politico, fatto di donne, uomini, bambini, animali, piante, segni zodiacali, miti, simboli, vizi, virtù raggruppati in storie e favole, parabole e dimostrazioni, allegorie e ammaestramenti morali. Un percorso che univa, secondo un procedimento tipicamente medievale, sacro e profano, storia e leggenda, astronomia e astrologia.

Fondato dopo l’812, più volte colpito da incendi e di conseguenza ricostruito, il Palazzo Ducale ha seguito la storia della Serenissima: annessa Venezia al Regno d’Italia e passato quest’edificio sotto la giurisdizione di quest’ultimo, divenne sede museale, funzione che conserva tutt’oggi.

Gli interni, oggi parzialmente privati delle opere che un tempo li decoravano, conservano ancora un’ampia pinacoteca, che comprende opere realizzate dai più famosi maestri veneziani, tra i quali Jacopo e Domenico Tintoretto, Tiziano Vecellio, Francesco Bassano, Paolo Veronese, Jacopo Palma il Giovane.

Sala del Maggior Consiglio

 

Gianbattista Tiepolo, Venezia riceve da Nettuno i doni del mare, 1745

 

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