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Sono fatte di marmo e granito, esse sono poste all’ ingresso dell’area marciana verso il molo e il bacino di s. Marco. Furono trasportate da oriente come bottino di guerra. Dovevano essere tre ma una affondò durante lo sbarco con la nave che la trasportava. Dalla parte del palazzo ducale si regge l’imponente scultura in bronzo antico greco o siriaco, rappresenta il leone alato simbolo di s. Marco dall’862 santo patrono e simbolo della città e dello stato veneziano. In origine era una chimera cioè una creatura mitologica a cui vennero successivamente aggiunte le ali.

Dalla parte della biblioteca marciana si regge quella di s. Teodoro (todaro) santo bizantino e guerriero primo patrono della città raffigurato mentre uccide un drago. Il busto proviene da una classica statua di epoca romana il resto invece proviene da una di epoca medievale. La scultura è una copia dell’originale esposta al interno del palazzo ducale. Alla base di entrambe sono raffigurati dei mestieri tipici veneziani.

Lo spazio tra le due colonne venne destinato alle esecuzioni capitali tanto che tuttora tra la popolazione locale persiste l’uso superstizioso di non attraversare lo spiazzo tra le colonne. Da questo uso deriva il modo di dire “te fasso veder mi che ora che xe “

Anna Zangoni 2c

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