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La più antica chiesa di Venezia è proprio quella di san Giacomo, chiamata popolarmente dai Veneziani, che la amano molto, “Chiesa di San Giacometto” perché è particolarmente piccola.

Si trova al centro del mercato delle ”erbe” (Erberia) a Rialto. È situato nel Sestiere di San Polo, nel campo di San Giacomo, sulla sinistra ai piedi del noto ponte di Rialto.

Fu fondata, secondo la tradizione, nel 421, da un greco che intendeva soddisfare un voto a San Giacomo per essere scampata a un grave incendio. Pur attraverso molti restauri, ha conservato l’interessante forma primitiva, come si può vedere anche dal portico esterno, che è caratteristico dei più antichi templi cristiani.

 

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Nella foto: sul frontone posteriore è leggibile un’antica scritta latina che reca questo significato parole; “sia la tua croce, o Cristo, la salvezza di questo luogo. Intorno a questo tempio, sia equa la legge del mercante; i pesi giusti; i contratti leali”.

È interessante l’esterno con il campanile a vela, il grande orologio e il porticato gotico, uno degli ultimi esempi del genere rimasti in città. L’interno segue lo schema a croce con una cupola centrale, imitato poi nel Rinascimento.

Importante era anche il legame tra la Chiesa di San Giacometto e il mercato di Rialto: era sottolineato dalla presenza, al suo interno, di molte scuole di Mestiere ospitate presso i sui altari; per esempio la Scuola dei Compravendipesce, la scuola dei Casaroli (venditori di formaggio), la scuola dei Ternieri (venditori di olio).

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Nella foto: uno dei 4 altari, l’altare maggiore, fu sede fino alla fine del 1400 della Scuola dei Compravendipesce, trasferitasi poi ai Carmini.

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Nella foto: l’altare è impreziosito dalla statua di S.Antonio Abate, patrono della Scuola, e da angeli, tutte opere eseguite in bronzo da Girolamo Campagna agli inizi del Seicento.

La leggenda narra che la notte del 9 gennaio 1514, l’intera isola di Rialto fu completamente distrutta da uno spaventoso incendio mentre la chiesa di San Giacomo rimase miracolosamente indenne. Fu restaurata pochi anni dopo da un personaggio singolare il ricco Natale Regia. Costui fece riempire la Chiesa di lapidi che recavano il suo nome.    

Pietro Pavanetto   2°C

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