Ricerca di Barbara Caddeo 2E

e basse costruzioni nel contesto del mercato di Rialto, ai piedi dell’omonimo ponte, sorge l’antichissima chiesa di S. Giacomo di Rialto, detta di S. GIACOMETTO per le ristrette proporzioni.

Una popolare e leggendaria tradizione considera questa chiesa la più antica di Venezia, eretta al tempo dell’arrivo nelle isole dei primi fuggiaschi dalla terraferma, nel V secolo, da un carpentiere candiotto, il quale, per scampare ad un grave incendio, si votò a San Giacomo. La leggenda, pur essendo infondata, stabilisce la data e addirittura l’ora della fondazione: il 25 marzo a mezzogiorno! Il 25 marzo è considerata la data natale di Venezia.

Certo è che la chiesa sicuramente esisteva nel 1152, infatti in un documento del maggio di quell’anno si parla di un Henricum Navigaiosum plebanum sancti Johaninis et sancti Jacobi de Rivoalto e che la consacrazione risale al 1177.

Quando poi la notte del 9 gennaio del 1514  l’intera isola di Rialto fu completamente distrutta da uno spaventoso incendio, la Chiesa di San Giacomo rimase miracolosamente  indenne e pochi anni dopo fu totalmente restaurata.

Nonostante i numerosi restauri cui fu sottoposta nel tempo, la chiesa conservò pressoché intatta la prima, antica configurazione.

Fino alla caduta della Repubblica, la chiesa fu sempre annualmente visitata dal Doge nel giorno del giovedì Santo in ricordo delle importantissime indulgenze concesse da papa Alessandro III nel 1177.

L’esterno ha un campanile a vela in pietra d’Istria, un grande orologio (utile al mercato, che si svolgeva di fronte), ai lati del quale anticamente c’erano due statue lignee che battevano le ore, e il porticato gotico, uno degli ultimi esempi del genere rimasti in città, ritmato da cinque colonne gotiche architravate e la copertura in legno, restaurato nel 1758. Corre lungo tutta la fronte e continua a sinistra, coprendo parzialmente anche l’edificio contiguo. La facciata che si eleva sopra il portico, in pietre di cotto, è costituita da due corpi laterali, più bassi, posti a coronamento orizzontale di un corpo centrale assai più alto, che culmina nel campanile rifatto nel 1792 per sostituire il vecchio campanile distrutto dall’incendio del 1514. Al di sopra dell’orologio è collocato il caratteristico cesendelo che racchiude la “Madonna col Putto”, realizzato nel XV secolo.

L’interno, inizialmente a croce latina, mutò nel tempo assumendo infine la forma della croce greca. Suddivisa in tre navate di uguale ampiezza, con la zona absidale composta da tre cappelle rettangolari, delle quali la centrale è anche leggermente rilevata all’esterno. All’incrocio della navata centrale con il transetto si alza la piccola cupola, imitata poi nel corso del Rimascimento. Disposte al centro del tempio, le sei colonne in marmo greco dividono lo spazio nelle tre navate. Lungo le pareti laterali, i due altari sono inseriti entro delle nicchie poco profonde e anche queste di forma rettangolare. Le parti originarie del tempio sono costituite dalle colonne in marmo greco delle navate e dai loro capitelli a fogliami, quest’ultimi tra di loro anche stilisticamente diversi. Certamente i più antichi sono materiale di recupero di costruzioni veneto-bizantine, risalenti ad epoche precedenti alla chiesa e qui, come d’uso, abilmente reimpiegati.

La storia della chiesa è legata al mercato di Rialto: testimonianza di ciò è un’iscrizione sull’abside esterno che invita i commercianti all’onestà: “Hoc circa templum sit jus mercantibus aequum, pondera nec vergant, nec sit conventio prava” ( intorno a questo tempio sia equa la legge dei mercanti, giusti i pesi e leali i contratti).

 

 

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