Ricerca di Linda Hammouri e Melissa Di Matteo 2E

Le Gallerie dell’Accademia sono un museo statale che raccoglie la migliore collezione di arte veneziana e veneta soprattutto del periodo dal XIV  al XVIII secolo.

Si trovano dipinti di Giorgione, Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Veronese, Tintoretto, Tiziano.

Le gallerie conservano poi sculture e disegni, tra i quali il celeberrimo Uomo Vitruviano di Leonardo (esposto solo in particolari occasioni).

Chi era l' Uomo Vitruviano

Le Gallerie si trovano nel Sestiere di Dorsoduro, ai piedi del Ponte che da esse prende il nome, il ponte dell’Accademia e sono ospitate nel Complesso di Santa Maria della Carità, formato dalla chiesa di Santa Maria della Carità, dal convento dei Canonici Lateranensi e dalla Scuola Grande di Santa Maria della Carità, il cui portale costituisce l’ingresso delle Gallerie. Prendono il nome dall’Accademia di Belle Arti, che le ha aperte nel 1817 e che ne ha condiviso la sede fino al 2004.

Nel 2013 il complesso delle gallerie dell’Accademia, insieme con il palazzo Grimani sono stati il ventottesimo sito statale italiano più visitato, con 210.149 visitatori.

Il complesso di Santa Maria della Carità

La chiesa e il convento, costruiti nel XII secolo, ospitarono a partire dal secolo successivo una Scuola di Battuti per riceverne un sostegno economico e nel XV secolo grazie al sostegno del veneziano papa Eugenio IV gli edifici furono rinnovati ed ampliati. Nel XVI secolo fu affidato ad Andrea Palladio un progetto molto ambizioso per il convento, che però non fu mai completato.Nel 1630 un incendio colpì la struttura e nel 1744 crollò il campanile. Nel 1768 l’ordine dei Canonici Lateranensi fu soppresso e nel 1806 la chiesa venne chiusa.

Come le altre scuole, quella di Santa Maria della Carità aveva compiti di mutuo soccorso tra i confratelli e di carità verso i poveri, che coltivava anche mediante investimenti oculati delle somme versate dai confratelli e dalla Repubblica.

Grazie alle sue ricchezze la confraternita poté aiutare a più riprese i Canonici acquistandone delle proprietà, come il terreno sul quale a partire dal 1344 costruì la propria sede definitiva. L’entrata rimase tuttavia in comune con il convento, ed è la porta tuttora presente a sinistra dell’ingresso attuale e decorata da edicole gotiche con i santi protettori della scuola. Internamente nel XV secolo è stata arricchita nella sala capitolare di un soffitto a cassettoni  e di numerosi dipinti. Fra i più importanti due opere esposte nella collocazione originale (ex Sala dell’Albergo della Scuola): la Presentazione di Maria al Tempio di Tiziano (1538) ed il Trittico della Madonna della Carità di Antonio Vivarini e Giovanni d’Alemagna (1480).

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Intorno al 1760 Bernardino Maccaruzzi e Giorgio Massari apportarono modifiche sia internamente che esternamente, con la completa sostituzione della precedente facciata gotica e l’apertura del portale sul campo (la facciata acquisirà l’aspetto attuale nel 1830). Sebbene ancora prospera, anche la Scuola subì la soppressione nel 1806.

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