di MATILDE BEARZI 2B

SCUOLA SECONDARIA ENRICO FERMI

FESTA DEL REDENTORE

La Festa del Redentore è la festa più sfarzosa e magnifica sentita dai veneziani, la festa veneziana per antonomasia. E, nell’essere anche un’occasione per festeggiare gustando, in barca, nei campielli e sulle rive, i deliziosi e prelibati piatti della tradizione in una maestosa veglia corale, è soprattutto il continuo ringraziamento dell’intera città per essere scampata alla peste, che colpì l’Italia nel 1575. Si festeggia ogni terza domenica di luglio, la festa è preceduta da molti preparativi: le case della Giudecca diventano incantevoli, vengono imbiancate e addobbate e, dopo aver omaggiato il Redentore (Gesù Cristo Salvatore), la folla si trattiene lungo le rive cantando e bivaccando al chiaror delle torce. Venezia sprigiona tutto il suo colore e la sua vivacità: si ornano le rive con festoni di verzure e con palloni di carta illuminati da luminose candele interne. Poi, oltre la mezzanotte, dopo che i famosi e coloratissimi fuochi d’artificio si spengono nel cielo scuro, molte imbarcazioni vanno a Lido per attendere l’alba.

CHIESA DEL REDENTORE INTERNO

CHIESA DEL REDENTORE

Allo scopo di circoscrivere la peste vennero emanate delle severe misure restrittive, la popolazione fu esortata a pregare e il doge deliberò la costruzione di un tempio votivo dedicato al Redentore non appena la pestilenza fosse finita. Considerata uno dei capolavori di architettura religiosa di Andrea Palladio, venne fatta costruire dal Senato della Repubblica nel 1577, sull’isola della Giudecca (tappa centrale della Festa del Redentore). L’imponente opera rappresenta uno dei massimi, capolavori architettonici del rinascimento: la facciata, che emana il fascino di un bassorilievo, ha il tipico impianto palladiano con i timpani spezzati delle semicolonne e l’elemento orizzontale che la contiene e la geometrizza. L’interno, di un candido bianco latte, ha la maestosa semplicità del tempio classico. La pianta è impropriamente detta a croce latina; il colonnato gira lungo le pareti dell’unica navata e del presbiterio, sormontato da cupola. La chiesa e la sagrestia sono ricche di splendide opere di grande importanza realizzate da Tintoretto, Veronese e da Bassano.

SITOGRAFIA:

-http://www.veneziasi.it/content/view/?id=82%e2%8c%a9%=it&lang=it;

-http://www.venezia.travel/arte-e-storia/feste-tipiche/festa-del-redentore.html.

PERCORSO REDENTORE

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