Ricerca di Luiza Gashi 2E

Palazzo Pisani Moretta è ubicato nel sestiere di San Polo e affacciato sul Canal Grande.

Costruito nella seconda metà del XV secolo dai Bembo e poco dopo ristrutturato, il palazzo divenne nel 1629 dimora di un ramo dellanobile famiglia Pisani, i Pisani Moretta, il cui nome deriva dalla storpiatura di Almorò Pisani, fondatore della famiglia. Giunto nelle mani di Francesco Pisani Moretta, ultimo discendente maschio della famiglia, passò nel 1737 alla figlia Chiara, andata in sposa a un membro della famiglia Pisani dal Banco. Ella provvide alla profonda ristrutturazione del palazzo: fece abbattere la scala esterna, sostituita dallo scalone del Tirali, e fece affrescare le sale interne dai pittori più in voga della sua epoca.

Il figlio di Chiara, Vettor, si sposò segretamente con la borghese Teresa Dalla Vedova (poi costretta a rinchiudersi in un istituito femminile) ed ebbe da lei un figlio, di nome Pietro, non riconosciuto dal padre. Vettor ebbe anche una seconda moglie e una seconda figlia, Chiara, sposatasi con Filippo Barbarigo: abitando i due in residenze attigue, i palazzi vennero unificati. Alla morte del padre, Pietro intentò un processo con il quale riuscì a ricevere la parte spettante di eredità e il titolo comitale. Morto Pietro, il palazzo passò ad una delle sue figlie. Il palazzo, passato ai suoi eredi e attualmente ancora privato, è anche ricordato per aver ospitato importanti personalità storiche del panorama europeo, come Giuseppina Beauharnais e Giuseppe II d’Asburgo Lorena.

Recentemente ristrutturato, in occasione  Carnevale ospita ancora oggi sontuosi balli in maschera.

La facciata del palazzo è un esempio di gotico  veneziano fiorito: divisa in tre sezioni da imponenti cornici di fattura rinascimentale, presenta due ordini di esafore, disegnate sul modello delle aperture della loggia di Palazzo Ducale, ma profondamente differenti: i quadrilobi del primo piano evidenziano infatti la curva ogivale dell’arco, mentre quelli del secondo sono posti sulla cuspide, contrariamente all’uso del tempo. Ai lati troviamo due coppie dimonofore ogivali per piano nobile, circondate da cornici dentellate e perfettamente in linea con la tradizionale tripartizione.

Il piano terra ha centralmente due portali a sesto acuto sul canale ed è sovrastato da mezzanino. L’ultimo piano venne terrazzato nel corso del XIX secolo, andando ad appesantire la struttura.

L’interno è in stile barocco e neoclassico e risale al XVIII secolo: il primo piano nobile, organizzato attorno a un portego lungo circa 24 metri e affrescato da opere di J. Guarana ècomposto da sale laterali due delle quali ospitano opere di Giambattista Tiepolo e Pietro Longhi. Il secondo piano nobile, recante pure una chiesetta affacciata sul giardinetto posteriore, replica il medesimo schema, pur presentando un portego spezzato in biblioteca e sala da ballo.

La porta di terra del palazzo si trova in Ramo Pisani e Barbarigo, stretta calle coperta dai passatici che congiungevano gli omonimi palazzi, che furono per lungo tempo unificati in quanto le due famiglie erano state legate da vincoli matrimoniali.

Annunci